I vent’anni di Google. Ecco come ha cambiato la nostra vita

I vent’anni di Google. Ecco come ha cambiato la nostra vita

Il 15 settembre 1997 veniva registrato il dominio, oggi è il motore di ricerca utilizzato dal 95% degli italiani.

Vent’anni fa, il 15 settembre 1997, veniva registrato il dominio “Google.com”. È l’inizio di una storia - partita in un’università della California - destinata a rivoluzionare il mondo di internet e non solo. Oggi il neologismo “googlare” (to google in inglese) è presente nei principali dizionari del mondo. “Google” è diventato sinonimo di “ricerca”: il punto di partenza di milioni di viaggi virtuali ogni giorno. In altre parole, nel bene o nel male, Google ha comunque cambiato la nostra vita.

Prima di internet, e prima di Google, per conoscere qualcosa di nuovo si utilizzavano esclusivamente i libri, le enciclopedie o gli schedari nelle biblioteche. Strumenti che avevano dei limiti fisici, anche se spesso avevano anche il pregio dell’autorevolezza. Internet ha espanso i confini di quello che si può conoscere. E i motori di ricerca permettono di accedere a questo mondo. Non sai qualcosa? «Cercalo su Google».

In Italia Google è il motore di ricerca utilizzato dal 95% degli utenti di internet (negli Stati Uniti è scelto dal 67,5% degli utenti). Questo monopolio ha aspetti controversi, come dimostra la multa record - da 2,42 miliardi di euro - comminata dall’Unione europea per abuso di posizione dominanteMolte professioni oggi - soprattutto nel mondo della comunicazione e della pubblicità - devono comunque rapportarsi con Google, fare i conti con le sue regole e con il suo linguaggio.

Google è nato come il progetto di due studenti dell’Università di Stanford: Larry Page e Sergey Brin. Vent’anni fa la registrazione del dominio, il 4 settembre 1998 la fondazione della società. Oggi è un universo che include gli strumenti più utilizzati nella nostra quotidianità. La posta elettronica, i cellulari Android, i video di Youtube. Con Google Maps e Google Earth si può viaggiare restando seduti al computer.

Secondo una ricerca promossa dalla Colombia, da Harvard e dall’università del Wisconsin-Madison, l’effetto di Google sulle nostre vite è stato tale da cambiare il modo in cui pensiamo. Non servono più sforzi per cercare quello di cui abbiamo bisogno: su Google possiamo «trovare i nostri vecchi compagni di classe, degli articoli, ma anche il nome di quell’autore che avevamo sulla punta della lingua».

Secondo gli studi, questo avrebbe un’influenza sulle nostre capacità di ricordare. In psicologia si chiama “memoria transattiva”: è il modo con cui ci affidiamo agli altri per ricordare alcune informazioni. In passato si faceva affidamento sulla famiglia o sugli amici più intimi. Oggi chiediamo inconsciamente a Google di ricordare per noi: come se fosse una grande memoria esterna a cui ricorriamo ogni giorno.

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