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Sicurezza Cloud e SaaS: Come Proteggere i Dati Aziendali nei Servizi in Cloud | FAQ NEO WEB

Le PMI italiane usano in media 8-12 servizi SaaS (Software as a Service) in modo continuativo: Google Workspace o Microsoft 365, Dropbox o OneDrive, CRM, piattaforma di fatturazione, strumenti di project management, email marketing. I dati aziendali — inclusi quelli dei clienti — sono distribuiti su infrastrutture di terze parti in cloud, spesso in data center fuori dall'Unione Europea.

Il cloud non è intrinsecamente insicuro, ma introduce un modello di sicurezza diverso rispetto all'infrastruttura on-premise: la responsabilità è condivisa tra il provider e il cliente. Il provider garantisce la sicurezza dell'infrastruttura (hardware, rete, data center fisico). Il cliente è responsabile della sicurezza dei propri dati e degli accessi — e qui si concentrano la maggior parte delle violazioni.

Il modello di responsabilità condivisa

Livello Responsabilità provider Responsabilità cliente
Infrastruttura fisica Data center, hardware, rete fisica
Piattaforma / OS Aggiornamenti sistema, hypervisor Configurazione OS (IaaS)
Applicazione Software SaaS, patch applicative Configurazione sicura, dati inseriti
Accessi e identità Infrastruttura di autenticazione Gestione account, password, MFA
Dati Disponibilità e ridondanza Classificazione, backup, permessi

Le minacce principali ai dati in cloud

  • Account compromise: la causa numero uno di violazioni cloud è il furto o il riuso di credenziali. Un account Google Workspace o M365 compromesso espone email, documenti, contatti e calendari dell'intera organizzazione.
  • Misconfiguration: un bucket S3 lasciato pubblico, un Google Drive condiviso con "chiunque abbia il link", permessi troppo ampi su un CRM — errori di configurazione che espongono dati senza che nessuno se ne accorga.
  • Shadow IT: dipendenti che usano servizi SaaS non approvati per lavorare, portando dati aziendali su piattaforme non valutate dal punto di vista della sicurezza e della conformità GDPR.
  • Insider threat: dipendenti che esportano dati prima di lasciare l'azienda, o che accedono a informazioni per le quali non hanno autorizzazione.

Best practice per la sicurezza cloud nelle PMI

  • MFA su tutti gli account cloud: priorità assoluta. Un account con MFA attivo è enormemente più difficile da compromettere anche con le credenziali rubate.
  • Single Sign-On (SSO): centralizzare l'autenticazione su un Identity Provider riduce la superficie di attacco e semplifica la revoca degli accessi quando un dipendente lascia l'azienda.
  • Principio del minimo privilegio: ogni utente deve avere accesso solo ai dati e alle funzionalità strettamente necessarie al proprio ruolo.
  • Offboarding strutturato: quando un dipendente lascia l'azienda, la revoca immediata di tutti gli accessi cloud deve far parte di una procedura codificata.
  • Audit periodici dei permessi: verificare regolarmente chi ha accesso a cosa, rimuovendo account e permessi non più necessari.
  • Backup indipendente dei dati SaaS: i provider SaaS non garantiscono il ripristino dei dati cancellati accidentalmente oltre un certo periodo. Un backup indipendente su storage separato è fondamentale per dati critici.
  • Localizzazione dei dati e GDPR: verificare dove risiedono i dati del servizio SaaS e se il contratto include le garanzie richieste dal GDPR per il trasferimento di dati extra-UE.

Per le aziende che sviluppano applicazioni web integrate con servizi cloud, NEO WEB progetta architetture sicure con gestione corretta degli accessi, cifratura dei dati sensibili e conformità GDPR. Contattaci per una valutazione della tua postura di sicurezza cloud.