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ottimizzato per Google?

Analizza il tuo sito in pochi secondi. Scopri il punteggio di ottimizzazione SEO,
la compatibilità con l'Intelligenza Artificiale (GEO) e ricevi consigli pratici per migliorare.

 

Analizzo SEO on-page...

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Domande frequenti sul SEO Audit

Generale

Un audit SEO è un'analisi sistematica di tutti i fattori tecnici e on-page che influenzano il posizionamento di un sito sui motori di ricerca. Permette di verificare:
  • Title tag e meta description — corretti, unici e della giusta lunghezza
  • Dati strutturati — schema markup per i rich result
  • Canonical URL — per evitare contenuti duplicati
  • Crawlability — robots.txt, sitemap, redirect
Senza un audit periodico, anche un sito ben progettato può perdere visibilità organica nel tempo.
La GEO è l'evoluzione della SEO tradizionale, specifica per i motori di ricerca basati su Intelligenza Artificiale (come ChatGPT Search, Google Gemini e Perplexity). Il report analizza la tua "GEO readiness" verificando:
  • Comprensibilità del testo — per gli algoritmi LLM
  • Dati strutturati (Schema markup) — fondamentali per dare contesto alle AI
  • Presenza di risposte dirette — per allinearsi al modo in cui gli utenti interrogano l'AI
Essere ottimizzati per la GEO ti permette di non perdere il traffico proveniente dalle ricerche del futuro.
Sì, ma solo se rispetta determinati criteri di ottimizzazione. I motori di ricerca generativi scelgono le proprie fonti in base a:
  • Autorevolezza e accuratezza dei dati — informazioni chiare e verificabili
  • Formattazione semantica — tabelle, elenchi puntati e tag di intestazione corretti
  • Integrazione di citazioni e fonti — all'interno della rete di contenuti correlati
L'audit ti aiuta a capire se la struttura attuale del tuo sito è già predisposta per essere estratta e citata dall'Intelligenza Artificiale o se necessita di interventi.
Per siti aziendali attivi si consiglia un audit completo almeno ogni 3–6 mesi, e obbligatoriamente dopo:
  • Una migrazione o cambio di dominio
  • Un restyling grafico o cambio CMS
  • Un calo improvviso di traffico organico
  • Un aggiornamento significativo dell'algoritmo di Google
Monitorare regolarmente title tag, schema markup e crawlability permette di intercettare problemi prima che impattino sul traffico.
Il punteggio è calcolato su oltre 26 controlli distribuiti in 6 categorie, ognuna con un peso proporzionale alla sua importanza SEO:
  • Basic SEO — 35%
  • Schema Markup — 20%
  • Social Sharing — 15%
  • Crawlers & Tech — 15%
  • SEO/AIO Ready — 10%
  • Accessibility — 5%
Per ogni categoria viene calcolata la percentuale di controlli superati, poi tutto viene pesato e normalizzato in un valore da 0 a 100.

Basic SEO

Il title tag è il testo che appare come titolo cliccabile nei risultati di ricerca (SERP). È uno dei segnali on-page più forti per Google. Per essere efficace deve:
  • Contenere la parola chiave principale
  • Essere unico per ogni pagina
  • Avere una lunghezza tra 50 e 60 caratteri
Un title troppo corto spreca opportunità di keyword; uno troppo lungo viene troncato da Google con i tre puntini, riducendo il CTR.
La meta description non è un fattore di ranking diretto, ma influisce significativamente sul CTR (Click-Through Rate): un testo persuasivo e rilevante convince più utenti a cliccare sul risultato. Un CTR più alto viene interpretato da Google come segnale di qualità.
  • Lunghezza ottimale: 120–160 caratteri
  • Oltre questa soglia Google genera uno snippet alternativo dal contenuto della pagina
  • Deve includere una call to action e la keyword principale
L'H1 comunica a Google qual è il tema principale della pagina. Averne più di uno genera ambiguità semantica. La struttura corretta è:
  • <h1>uno solo, con la keyword principale
  • <h2> — sezioni principali della pagina
  • <h3> — sottosezioni degli H2
Questa gerarchia aiuta sia gli utenti che i crawler a navigare il contenuto in modo logico.
Il tag canonical (<link rel="canonical">) indica a Google qual è la versione "ufficiale" di una pagina. Va usato quando lo stesso contenuto è accessibile da più URL, ad esempio:
  • https://sito.it e https://www.sito.it
  • URL con parametri di tracciamento (?utm_source=...)
  • Versioni HTTP e HTTPS coesistenti
Senza canonical, Google potrebbe suddividere l'autorità della pagina tra più URL duplicati, penalizzando il posizionamento.
L'attributo lang nel tag HTML (es. lang="it") comunica ai motori di ricerca e ai browser la lingua principale della pagina. È fondamentale per:
  • Accessibilità — gli screen reader lo usano per scegliere la voce corretta
  • SEO internazionale — Google lo usa per mostrare i risultati nella lingua appropriata
  • Siti multilingua — va combinato con i tag hreflang

Social Sharing

I tag Open Graph controllano come una pagina appare quando viene condivisa sui social. I principali sono:
  • og:title — titolo mostrato nell'anteprima
  • og:description — testo descrittivo
  • og:image — immagine di anteprima (1200×630px)
  • og:type — tipologia di contenuto (website, article...)
Senza questi tag, Facebook, LinkedIn e WhatsApp recuperano autonomamente titolo e immagine, spesso con risultati poco curati.
I tag Open Graph non sono un fattore di ranking diretto, ma hanno un impatto indiretto significativo:
  • Una condivisione curata genera più click e traffico referral
  • Maggiore visibilità social porta potenzialmente più backlink naturali
  • Aumenta la brand awareness, che incrementa le ricerche branded
Tutti segnali che Google considera nella valutazione complessiva della qualità di un sito.
La dimensione raccomandata per og:image è 1200×630 pixel (rapporto 1.91:1). Questa risoluzione garantisce la visualizzazione ottimale su tutti i social. Requisiti:
  • Dimensione massima: 8 MB
  • Accessibile pubblicamente (senza autenticazione)
  • Formato: JPG o PNG preferibili
  • Usare un'immagine troppo piccola può portare alla sua esclusione dall'anteprima

Schema Markup

La GEO readiness indica quanto un sito è ottimizzato per la ricerca locale e geografica. Include:
  • Schema markup LocalBusiness con indirizzo, orari e coordinate
  • Coerenza del NAP (Name, Address, Phone) su tutti i canali
  • Ottimizzazione per query con intento geografico
Per le attività locali è determinante per apparire nelle ricerche "vicino a me" e nella Google Maps Pack.
I dati strutturati JSON-LD sono blocchi di codice che aiutano Google a comprendere il contenuto della pagina. Abilitano i rich result in SERP, ovvero risultati arricchiti con:
  • Stelle e recensioni (AggregateRating)
  • Domande frequenti espandibili (FAQPage)
  • 🍞 Breadcrumb nel percorso di navigazione
  • 🏢 Informazioni aziendali (LocalBusiness)
I rich result aumentano il CTR anche senza variazioni di posizione.
Il BreadcrumbList è uno schema markup che descrive la struttura gerarchica della pagina. Ad esempio: Home > Servizi > SEO Audit. Google lo usa per:
  • Mostrare il percorso di navigazione in SERP al posto dell'URL
  • Rendere il risultato più leggibile e professionale
  • Aiutare i crawler a comprendere la struttura del sito
Un risultato con breadcrumb visibile in SERP ha generalmente un CTR superiore.

Crawlers & Tech

Sono due concetti distinti ma complementari:
  • Crawlability — la capacità dei bot di Google di raggiungere e leggere le pagine. Dipende da robots.txt, sitemap XML, redirect e velocità del server.
  • Indexability — la possibilità che le pagine vengano aggiunte all'indice. Un tag noindex o un canonical errato può rendere una pagina crawlabile ma non indicizzabile.
Entrambe devono essere corrette per garantire la massima visibilità organica.
Il file robots.txt indica ai crawler quali sezioni del sito possono o non possono scansionare. È utile per escludere:
  • Aree amministrative (es. /admin/)
  • Pagine di staging o test
  • Contenuti duplicati interni
⚠️ Attenzione: robots.txt blocca la scansione ma non l'indicizzazione. Per impedire che una pagina venga indicizzata bisogna usare il meta tag noindex.
La sitemap XML elenca tutte le pagine del sito che si desidera vengano indicizzate da Google. È particolarmente utile per:
  • Siti con molte pagine o poca link equity interna
  • Siti con contenuti nuovi frequenti (blog, e-commerce)
  • Dopo una migrazione o ristrutturazione del sito
Va dichiarata nel robots.txt e inviata tramite Google Search Console.

SEO/AIO Ready

Lo schema FAQPage permette a Google di mostrare direttamente in SERP le domande e risposte come rich result espandibili. I vantaggi:
  • Occupa fino al doppio dello spazio verticale in SERP
  • Aumenta la visibilità e il CTR senza migliorare la posizione
  • Posiziona il sito come fonte autorevole per quelle domande
È efficace per pagine di servizi, prodotti e supporto con sezioni FAQ ben strutturate.
Una struttura heading corretta aiuta Google a comprendere la gerarchia dei contenuti:
  • <h1>tema principale della pagina (uno solo)
  • <h2>sezioni principali con keyword secondarie
  • <h3>sottosezioni di approfondimento
I termini negli heading ricevono più peso rispetto al testo normale. È anche fondamentale per l'accessibilità: gli screen reader usano gli heading per navigare il contenuto.

Accessibility

Sì, indirettamente. Google considera l'esperienza utente come fattore di ranking. Un sito accessibile:
  • Ha alt text sulle immagini → Google indicizza il contenuto visivo
  • Ha label sui form → riduce la frustrazione e il bounce rate
  • Ha una struttura heading corretta → navigazione più chiara
Un bounce rate elevato è un segnale negativo per Google e può penalizzare il posizionamento.
L'attributo alt è un testo alternativo che descrive il contenuto di un'immagine. È usato da:
  • Screen reader — per gli utenti non vedenti
  • Google — per indicizzare il contenuto visivo nelle ricerche immagini
  • Browser — quando l'immagine non si carica
Un alt efficace: descrive l'immagine in modo conciso (max 125 caratteri), include la keyword quando pertinente, evita "immagine di" o "foto di". Le immagini puramente decorative possono avere alt="" (vuoto, non omesso).